De Venoge Louis XV 2012 Blanc e Rosé

De Venoge Louis XV 2012 Blanc e Rosé

De Venoge Louis XV 2012 esce in questa estate 2021 in due versioni: blanc e rosé. Il catalogo di Première, storico importatore modenese specializzato in bollicine (membro Società Excellence), sfodera due assi dalla manica in fatto di perlage transalpini. Il valore di questi due champagne, come detto un bianco e un rosato, si deve a diversi fattori. Innanzitutto il nome.

Un re di Francia per una maison di origini svizzere

Questa referenza prodotta dalla maison fondata nel 1837 dallo svizzero Henri-Marc de Venoge, prende il nome del famoso monarca francese: Luigi XV. Fu proprio questo re a permettere il trasporto dello champagne in bottiglia. Un gesto rivoluzionario, visto che in precedenza si riteneva che il vetro fosse troppo pericoloso per il trasporto di questa tipologia di vino. Questa concessione dal parte di Luigi XV consentì poi  o ai vini della regione di mantenere il perlage, di fatto uno degli elementi più caratterizzanti della tipologia.

Come nasce la cuvée de prestige di De Venoge

L’eccellenza delle due versioni, come detto blanc e rosé, viene poi ribadita dall’annata. Per entrambe queste due cuvée de prestige il millesimo è il 2012. Annata difficile, ma molto buona, che per questi due champagne di De Venoge si arricchisce di solo uve Grand Cru e di un riposo sui lieviti davvero lungo (almeno 8 anni). Il dosaggio contenuto mira ovviamente a valorizzare la purezza del vino.

De Venoge Louis XV Blanc 2012

La versione blanc, quindi bianca, della cuvée de prestige di De Venoge manifesta un gusto cesellato, preciso e deciso. In tanta complessità di sensazioni, quelle che hanno una ‘voce’ più squillante sono quelle legate agli agrumi, contrapposte a morbidezze di mandorle. Completano il sorso richiami speziati e piccanti di pepe bianco, oltre alla classica e trascinante sapidità dello champagne.

De Venoge Louis XV Rosé 2012

Qui la dimensione orizzontale esce maggiormente fuori soprattutto per il carattere più polposo, e vinoso, che il sorso acquisisce dal mescolare vino bianco e rosso (10% di Pinot Nero di Bouzy) così da ottenere un rosato buccia di cipolla brillante. Profuma di agrumi e frutti rossi. Tutto si manifesta e nulla prevale sul resto. Anche in bocca è l’equilibrio a farla da padrone. Qui tuttavia oltre alla classica sapidità si aggiungono altre sensazioni fruttate che ricordano la pesca e la scorza di mandarino.